Area Riservata
METEO Noli

Il centro storico

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L’abitato è circondato da torri in mattoni rossi conserva quartieri quasi intatti: al Medioevo risalgono le case patrizie Pagliano, Repetta, Vivaldo. Di fronte al mare si affacciano il Palazzo e La Torre Comunale (XIII secolo, con splendidi ambienti interni e una meridiana “moderna” sulla facciata) e la Loggia della Repubblica (dal 1667), antica sede del mercato, degli affari e del tribunale. Affisso al soffitto rimane l’anello al quale erano legati i prigionieri sottoposti a tortura (ultima volta nel 1784). Sulla facciata del Comune spicca l’orologio che ha affrontato secoli di controversie. Collocato nel XIV secolo non ebbe un funzionamento felice, tanto che nel 1624 i Nolesi istituirono un apposito governatore (a 40 lire l’anno). Verso l’interno piazza Milite Ignoto, Porta di Piazza e ruderi della Chiesa di S.Lazzaro. Da qui per via Colombo e via Suor Letizia si arriva all’Ospedale dei Poveri che, recentemente restaurato, è diventato sede di mostre e allestimenti artistici; in futuro ospiterà l’Archivio storico (uno dei più documentati in Italia) e la Biblioteca. Da via Vignolo si incontra la Cattedrale di S.Pietro risalente al XIII secolo (croce processionale in lamina d’argento con base lignea del 1417; il reliquario del 1430 del braccio di S.Eugenio, patrono della città; il Tesoro). Più oltre, per via Tissoni, si arriva alla Torre dei Quattro Canti (XIII secolo) e all’Oratorio di Sant’Anna (XVIII secolo) nel cuore della cittadina con l’ampia piazza Chiappella. Si prosegue per via Colombo, sino alla rassicurante Torre di S.Giovanni (XIV secolo). E ancora bellezze artistiche e paesaggistiche: a levante sorgono il Palazzo Vescovile (XIII-XVIII secolo) e la Chiesa di Nostra Signora delle Grazie, la Torre di Papone (XIII secolo) e Palazzo Salvarezza (XVIII secolo); a ponente il ponte medioevale, la Chiesa di S.Francesco (XIII- XIV secolo), ora dei Barnabiti, conserva la lapide sepolcrale della famiglia di Giacomo Bongiovanni (1339) e, sullo stesso scalone, quella di Guglielmo Crivelli.

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