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LA CHIESA DI SAN PARAGORIO
La Chiesa di S.Paragorio sorge ai piedi della collina di S.Michele, allo sbocco del Rio Mazzeno e del Rio Luminella. L’edificio (XI secolo) presenta un portico del ‘400 e all’interno tre navate con absidi semicircolari; la cripta fu adibita a ossario. Il paramento absidale è arricchito da bacini in ceramica di produzione islamica (nordafricana e siciliana). La muratura è realizzata in blocchetti di pietra locale: sulla sinistra del portale bianco e nero del ‘300, emerge la decorazione di S.Bartolomeo. A destra dell’ingresso, la tomba di Gandolfo Guasco (1272), poi i quattro sarcofagi paleocristiani in pietra del Finale. Il tetto della navata centrale ha capriate lignee dal restauro di Alfredo D’Andrade (fine ‘800); l’abside centrale presenta affreschi (tardo ‘400) con la Crocefissione e ai lati i Ss Pietro e Andrea. Sulla sinistra è murato un tabernacolo in marmo con il Cristo risorto, donato dal Vincenzo Boverio, Vescovo di Noli (1506- 1534), mentre all’ingresso del presbiterio spicca il Crocifisso ligneo (XV secolo); a metà della navata sinistra il Volto Santo (XIII secolo) in legno e cartapesta dipinta e in capo a quella di destra la tavola cinquecentesca della “Vergine col Bambino e i Ss Paragorio, Parteo, Partenopeo e Severino”, attribuita a Teramo Piaggio. Da segnalare la tavola del “Battesimo di Cristo” (1562), le tele “Angelo annunziante” e “Vergine annunziata” (entrambe XVII secolo) che recano sul retro i Ss Pietro e Paolo, due tele del savonese Paolo Gerolamo Brusco. Bellissima la cattedra vescovile (XV secolo) di abete rosso e bianco, di cui esiste anche una copia di Giuseppe Rollino (1894). Fu detta del Vescovo Guglielmo (1239- 1245) e reca lo stemma del castello turrito, secondo modello del ‘300. Manca il sedile in pietra che collegava i montanti verticali. Restauri alla fine dell’800 portarono alla luce, scavi del 1972 rivelarono un battistero paleocristiano e una vasta necropoli. Lo stesso intervento scoprì tre lati di un vasca battesimale ottagonale, una tomba dedicata a una “Domina Lidoria” (VI- VII secolo). Altri ritrovamenti (anfora tarda nordafricana, lucerna e moneta della seconda metà del VI secolo) confermano l’ipotesi della muratura paleocristiana. Lavori sull’ex stazione ferroviaria, hanno evidenziato un abitato con varie fasi sino all’Alto Medioevo: case con zoccolo in muratura, pavimenti in terra battuta, resti di pasto, oggetti (pettine in osso).

IL CASTELLO DI MONTE URSINO

Per un'escursione, la prima meta obbligata è quella del Castello di monte Ursino. Si parte da via De Ferrari e via La Malfa e si raggiunge con una salita non difficile che si trasforma ben presto in una piacevole e suggestiva passeggiata nel verde. Passando accanto alle mura medioevali, ancora conservate, si può godere una magnifica vista panoramica su tutto il golfo.
 
 
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